Casi del mese Scrivi una lettera, salva una vita

Dalla sua nascita, nel 1974, il Gruppo Ticino di Amnesty International si impegna concretamente per le vittime di violazioni dei diritti umani, ovunque nel mondo. La diffusione sul territorio cantonale degli Appelli internazionali di Amnesty International raccoglie l'adesione di centinaia di persone nella Svizzera Italiana. Qui è possibile scaricare i casi, pubblicati mensilmente, contribuendo grazie all'invio di una semplice cartolina alla difesa dei diritti fondamentali di persone altrimenti dimenticate.

Partecipare all'azione è semplice.

Dopo aver scaricato il documento PDF del caso scelto, si può ricopiare il testo suggerito su una cartolina, firmare, e spedire al destinatario indicato.

Altrimenti il documento può essere stampato, per ritagliare il formulario già pronto, firmare e incollare su una normale cartolina prima di spedire per posta.

Nella scelta delle cartoline chiediamo di prestare la massima attenzione, privilegiando paesaggi o immagini il più neutre possibile così da non turbare le diverse sensibilità culturali e religiose.

Ogni cartolina, ogni firma, conta!

Grazie mille!

 

I CASI DI FEBBRAIO 2018

Uzbekistan 

immagine da Twitter

Il giornalista Bobomourod Abdullaiev è stato arrestato il 27 settembre a Tashkent.

Durante la sua detenzione è stato torturato come si è accertato in seguito. Mentre era ancora prigioniero dei servizi di sicurezza, Bobomourod non ha mai denunciato gli odiosi trattamenti subiti perché minacciato di morte, lui e i suoi familiari.

Il 2 febbraio scorso, il gruppo che si occupa della difesa dei diritti umani ha dichiarato che i due agenti del SNB (Servizio di Sicurezza Nazionale) che lo avevano torturato per estorcergli una confessione sono stati sospesi e indagati per torture e per aver montato di sana pianta un falso caso penale. Ciò nonostante Bobomourod Abdullaiev rimane in detenzione.

Amnesty International chiede che Bobomourod sia rilasciato immediatamente e senza condizioni. Si rallegra inoltre che il procuratore generale abbia aperto un'inchiesta e si augura che questa sia esauriente ed imparziale, e che i responsabili siano processati.

 Chiedi il rilascio di Bobomourod

 Iran

 

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Il ventunenne Abolfazl Naderi rischia di essere giustiziato prossimamente per un omicidio che nega di aver commesso. A 16 anni, nel giugno del 2012, è stato arrestato per una sua presunta implicazione nell'uccisione di un amico. L'anno dopo, al termine di un processo iniquo, Abolfazl è stato condannato alla pena capitale.

Durante il dibattimento, la corte penale di Markazi non ha minimamente tenuto conto della dichiarazione di Abolfazl Naderi secondo la quale la confessione gli era stata estorta sotto insopportabili torture.

La famiglia della vittima si è detta comunque disposta a perdonare Abolfazl Naderi dietro versamento di una somma di denaro di circa 66 000 € entro due mesi.

Amnesty International chiede l'annullamento della prima sentenza contro Abolfazl Naderi in quanto fondata su una confessione estorta con brutalità, e un nuovo processo basato questa volta sul diritto minorile. Chiede inoltre che sia modificato l'art.91 del Codice Penale islamico affinché venga definitivamente abolita la pena di morte per i minorenni.

 Scrivi alle autorità iraniane, chiedi un nuovo processo per Abolfazl Naderi. 

Etiopia

foto dal sito: https://www.npr.org/

Bekele Gerba, esponente del MDFO (Movimento Democratico Federalista Oromo) è stato arrestato più volte. La prima, il 27 agosto 2011, con l'accusa di appartenenza al MDFO, un partito d'opposizione che difende i diritti dell'etnia Oromo. La seconda, il 24 dicembre 2015, immediatamente dopo la sua scarcerazione, per reati mai ben specificati ma che verosimilmente hanno a che vedere con le sue critiche al governo e con il sostegno alle pacifiche manifestazioni di protesta.

Il 13 marzo 2016 è incominciato il suo processo, più volte interrotto ma tuttora in corso. Bekele Gerba soffre di seri problemi di salute e necessita urgentemente di cure appropriate: soffre di ipertensione per via dello stress causatogli dalla detenzione. L'ipertensione gli ha già causato seri danni alla vista, e ora con il suo occhio sinistro vede solo al 25%. Secondo le autorità carcerarie Bekele potrebbe essere curato solo in un ospedale pubblico, che però non dispone delle attrezzature adatte mentre una clinica privata potrebbe farlo. Recentemente Amnesty International lo ha adottato come prigioniero di coscienza .

Amnesty International chiede che Bekele Gerba possa beneficiare delle cure specialistiche di cui ha urgente bisogno. Ne chiede inoltre la scarcerazione immediata e senza condizioni in quanto detenuto unicamente per aver esercitato il suo diritto alla libertà d'espressione.

 Chiedi la scarcerazione di Bekele Gerba e che possa curarsi immediatamente.